La Storia di S. Alessandro raccontata ai Bambini

Testo e Regia di Silvia Barbieri
Con Oreste Castagna
Musiche e Percussioni: Stefano Bertoli
Supervisione del progetto: Monsignor Gianni Cazzaniga
Consulenza Pedagogica: Don Gimmi Rizzi
Montaggio Video: VIDEOVAL

 

Il progetto prevede la messa in scena di uno spettacolo dedicato ai ragazzi sulla figura di Sant’Alessandro, patrono di Bergamo. Rinforzare il valore della storia e della memoria di un territorio che mantiene vivo il culto e la devozione del Santo, attraverso manifestazioni di alto profilo culturale accanto ai momenti della festa è uno degli obiettivi che alimenta questo progetto che intende avvicinarsi ai ragazzi attraverso il teatro sacro come momento di emozione, conoscenza, valore.

Raccontare la storia di uomini coraggiosi, forti, che hanno fatto della loro vita un messaggio di fede, che hanno mantenuto costantemente il loro amore per il Cristo, attraverso azioni, parole, testimonianza, è un modo di raccontare la speranza e la bellezza della cultura della pace. Sant’Alessandro era un soldato romano: secondo la leggenda militò in Africa (entrando in contatto con genti straniere), giunse in Italia intorno al 300, quando erano in atto feroci persecuzioni dei cristiani per ordine dell’Imperatore. Con alcuni compagni si rifiutò di obbedire al loro sterminio, dando inizio a vicende di persecuzioni, fughe, carcerazioni, fino alla condanna. La narrazione di un soldato che rifiuta di combattere, che depone le armi in nome di una spada più efficace,quella della parola e l’amore per il prossimo, è la storia di un Eroe che può dire molto alle giovani generazioni, che coniuga la forza del coraggio in una declinazione lontana dall’aggressività e dalla potenza, vicina all’abbraccio e al perdono. Tolleranza, incontro con le differenze di credo religioso, rifiuto della violenza, coraggio e fiducia sono i temi fondamentali che prenderanno forza dal confronto con l’immaginario dei ragazzi per restituire i valori di un uomo la cui vita diventa un paradigma.

Cosa vuol dire difendere?

Ti è mai capitato di difendere qualcuno: racconta.

Cosa è il coraggio?

Racconta una volta in cui sei stato veramente coraggioso.

A volte si fa la guerra per difendere la pace: cosa ne pensi? È giusto per te?

Ti è capitato qualche volta?

Cosa vuol dire sacrificio?

Ti sei mai sacrificato per qualcuno o qualcosa?

Sono alcune delle domande rivolte a ragazzi dai 7 ai 10 anni per indagare sul loro immaginario e sul loro vissuto riguardo alcuni tratti fondamentali della figura di Sant’Alessandro. Le risposte sono sorprendenti, sincere, dirette. I bambini conoscono l’esperienza del coraggio, fatto di piccoli gesti quotidiani:  in famiglia, a scuola . A volte paladini e quasi eroi. I bambini riconoscono l’atto del difendere come azione giusta, dovuta, nobile. Nell’etimo del nome, Alessandro significa difensore, protettore degli uomini. In ogni nome c’è un destino: quello di Alessandro viene scritto attraverso il coraggio di abbandonare le armi per abbracciare la croce.

Il racconto di Oreste Castagna si snoda attraverso questi punti: dal piccolo Alessandro che guarda affascinato i soldati della legione romana sfilare sulle rive del Nilo, a quello del giovane centurione Alessandro che si rifiuterà di combattere e uccidere ancora per ristabilire l’ordine secondo l’imperativo romano Si vis pacem, para bellum: se vuoi la pace, prepara la guerra. Accanto a lui prende voce la figura dell’aquila: l’aquila reale, simbolo di coraggio e insegna dorata sul vessillo della legione tebea –  Alessandro è aquilifer – ; l’aquila che il giovane ama più di ogni altro animale; l’aquila messaggera divina tra il Sole e la Terra, connotata di forte valenza religiosa e spirituale. L’aquila, una sera, prima della battaglia contro i bagaudi, decide di lasciare il nobile vessillo e di andarsene: non può più sopportare il sangue della guerra.

Da qui la storia dell’aquila diventa la metafora della storia di Alessandro: il cambiamento, il bisogno di pace, il sacrificio d’amore.
Una metafora forte e suggestiva, ricca di poesia e delicatezza per raccontare del coraggio di sostenere la propria scelta, dell’amore per l’altro, del bisogno di pace.L’attore racconta ritagliando sagome di carta, intercalando la narrazione con suggestive partiture ritmiche e suoni del percussionista Stefano Bertoli, trasportando lo spettatore dalle acque del Nilo al clangore della guerra, al silenzio del cielo, alla musica della pace. E i ragazzi accompagnano con le loro parole, attraverso proiezioni video, una storia che, tra leggenda, fonti e testimonianze , invita a conoscere il profondo significato del termine sacrificio: essere testimoni.

Per informazioni e prenotazioni: info@orestecastagna.com